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ESG, CSRD, ESRS, GRI, EFRAG: se ti sembrano la stessa cosa, è normale. In realtà sono pezzi diversi dello stesso puzzle: ESG è il tema, CSRD è l’obbligo, ESRS sono le regole, EFRAG è chi le scrive, GRI è uno standard globale spesso usato.
Qui sotto trovi definizioni rapide, differenze, tabella riepilogativa e cosa cambia per aziende obbligate e non.
In 30 secondi:
- ESG = cosa misuri e racconti (Ambiente, Sociale, Governance).
- CSRD = la direttiva UE che ti obbliga a rendicontare (se sei in scope).
- ESRS = gli standard obbligatori da usare sotto CSRD.
- EFRAG = l’ente che sviluppa gli ESRS.
- GRI = standard globale, spesso usato per rendicontazione volontaria.
Cos’è la CSRD?
La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) è la direttiva dell’Unione Europea che obbliga le aziende a rendicontare la sostenibilità con dati verificabili, strutturati e comparabili. Approfondisci qui.
Quando si applica?
- Esercizio 2024: aziende già soggette a NFRD, prima rendicontazione nel 2025.
- Esercizio 2025: altre grandi aziende, prima rendicontazione nel 2026.
- Esercizio 2026: PMI quotate, prima rendicontazione nel 2027, con possibilità di opt-out fino al 2028 (periodo transitorio).
Nota: tempi e soglie possono essere oggetto di aggiornamenti e recepimenti nazionali, quindi ha senso verificare il caso specifico.
Obiettivo della CSRD
- Evitare il greenwashing, imponendo dati verificabili.
- Fornire trasparenza sugli impatti ambientali, sociali e di governance (ESG).
- Rendere la rendicontazione di sostenibilità comparabile a quella finanziaria.
Cosa sono gli ESRS?
Gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) sono gli standard obbligatori che le aziende devono usare per rendicontare la sostenibilità secondo la CSRD.
Chi li ha creati?
L’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group), su mandato della Commissione Europea.
Come funzionano e come si collegano all’ESG?
Gli ESRS sono strutturati su tre pilastri ESG:
- E (Environmental) → emissioni CO₂, biodiversità, economia circolare.
- S (Social) → diritti dei lavoratori, diversità, sicurezza sul lavoro.
- G (Governance) → etica aziendale, trasparenza, anticorruzione.
Si basano sul concetto di doppia materialità: le aziende devono dichiarare sia l’impatto che subiscono (rischi ESG) sia quello che generano sul mondo.
Quali sono gli standard principali?
- ESRS 1 e ESRS 2 → Regole generali e informative di base.
- ESRS E1 – E5 → Clima, inquinamento, acqua, biodiversità, risorse.
- ESRS S1 – S4 → Lavoratori, comunità, clienti.
- ESRS G1 → Condotta aziendale.
Cos’è l’EFRAG?
EFRAG è un acronimo e sta per European Financial Reporting Advisory Group. È l’ente che prepara gli ESRS per la Commissione Europea.
Cosa fa?
- Scrive gli standard ESRS per la CSRD.
- Collabora con enti internazionali come GRI, IFRS, TCFD.
- Adatta gli standard ai diversi settori industriali.
Gli standard ESRS che sviluppa sono obbligatori, vedremo dopo per chi.
Cos’è l’ESG?
Se la CSRD impone la rendicontazione e gli ESRS stabiliscono le regole, allora il concetto che lega tutto è l’ESG.
- E (Environmental): emissioni, gestione rifiuti, energia.
- S (Social): condizioni di lavoro, diversità, diritti umani.
- G (Governance): trasparenza, etica, anticorruzione.
Questo concetto rappresenta i criteri che stanno proprio alla base di tutto questo sistema di normative e standard di cui stiamo parlando. Oggi investitori, clienti e mercati finanziari usano sempre più criteri ESG per valutare le aziende. Per questo si parla spesso di: normativa ESG, Report ESG, Rendicontazione ESG, Bilancio ESG.
Come si collega l’ESG alla CSRD?
L’ESG è il contenuto da rendicontare, la CSRD è la legge che obbliga a farlo.
GRI: Lo Standard Globale per la Rendicontazione ESG
Il GRI (Global Reporting Initiative) è uno standard internazionale per la rendicontazione della sostenibilità, utilizzato dalle aziende per comunicare il loro impatto ambientale, sociale ed economico. Fornisce un quadro strutturato e trasparente per misurare e divulgare le performance ESG, facilitando il confronto tra organizzazioni e migliorando la credibilità della comunicazione. Il GRI è riconosciuto a livello globale e spesso integrato con altri standard normativi e volontari, aiutando le aziende a rispondere alle aspettative di stakeholder, investitori e regolatori.
Come si collegano alla CSRD?
Gli ESRS sono ispirati a GRI e ad altri standard. Se un’azienda ha già usato GRI o IFRS Sustainability, adattarsi alla CSRD sarà più semplice.
Riepilogo: tutto in una tabella
| Sigla | Tipo | Cos’è (1 riga) | Obbligatorio? | Dove/Quando serve |
|---|---|---|---|---|
| ESG | Concetto | I tre pilastri Ambiente, Sociale, Governance | No (di per sé) | È il contenuto che rendiconti |
| CSRD | Direttiva UE | Obbliga alcune aziende a rendicontare sostenibilità | Sì, se sei in scope | UE, secondo fasi di applicazione |
| ESRS | Standard UE | Regole tecniche per rendicontare sotto CSRD | Sì, se sei in scope CSRD | UE, standard adottati dalla Commissione |
| EFRAG | Ente | Sviluppa gli ESRS | No | UE, “chi scrive le regole” |
| GRI | Standard globale | Framework internazionale di rendicontazione | No (volontario) | Utile per reporting volontario e confronto globale |
Obblighi e standard ESG: chi deve fare cosa
Se sei obbligato CSRD
Devi rendicontare usando ESRS. Non scegli lo standard, ti viene imposto.
Se non sei obbligato CSRD
La rendicontazione è volontaria, ma spesso diventa “quasi obbligatoria” perché clienti, banche e grandi aziende chiedono dati. In quel caso puoi usare standard come GRI oppure un modello semplificato pensato per PMI.
EFRAG ha sviluppato anche uno standard volontario per PMI non quotate (VSME), proprio per rispondere alle richieste di filiera.
La rendicontazione ESG volontaria
Per tutte le altre aziende non soggette alla CSRD, la rendicontazione di sostenibilità rimane volontaria. Queste realtà hanno più flessibilità nella scelta degli standard da seguire.
Possono optare per il GRI (Global Reporting Initiative), particolarmente apprezzato per la sua completezza e riconoscibilità globale, o altri framework come SASB, molto utilizzato negli USA, o CDP per gli aspetti ambientali.
La scelta dello standard dipenderà dagli obiettivi specifici dell’azienda, dal settore di appartenenza e dalle richieste dei propri stakeholder.
È importante sottolineare che, anche se non obbligatoria, la rendicontazione di sostenibilità sta diventando sempre più un requisito di mercato, specialmente per le aziende che operano nelle catene di fornitura di grandi gruppi o che cercano finanziamenti e investimenti.
Approfondisci standard VSME per PMI.
Ora hai tutti gli strumenti per orientarti: la CSRD è la direttiva europea che stabilisce gli obblighi, gli ESRSsono gli standard tecnici da seguire, l’EFRAGè l’ente che sviluppa questi standard, mentre l’ESGrappresenta il framework concettuale che abbraccia ambiente, società e governance.

